ISTITUTO COMPRENSIVO DI CASELETTE

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AUTOVALUTAZIONE

 

Anche nel nostro Istituto è stata effettuata la rilevazione dati RAV (Rapporto di Autovalutazione) nell’ A.S. 2014/2015, in applicazione del Regolamento sul sistema nazionale di valutazione adottato con il DPR 80/13, per il quale tutte le scuole sono state chiamate a redigere tale documento entro luglio 2015.

Il RAV è uno strumento tramite il quale la scuola compie un’autoanalisi dei propri punti di forza e di criticità, alla luce di dati comparabili. Inoltre, consente di porre in relazione gli esiti di apprendimento con i processi organizzativi-didattici, all'interno del contesto socio-culturale, di individuare le priorità e gli obiettivi di miglioramento che verranno esposti nel PDM (Piano di Miglioramento).

Il RAV comprende 5 sezioni: contesto, esiti, processi, processo di autovalutazione e individuazione delle priorità.

La prima sezione “contesto e risorse” invita le scuole ad esaminare il contesto allo scopo di rilevare quali siano i vincoli e le opportunità funzionali al miglioramento dei risultati degli studenti.

Nel nostro Istituto si rileva che gli alunni provengono da un contesto socio-economico medio-alto e vi sia un numero esiguo di coloro che provengono da zone particolarmente disagiate. I due Comuni cui le nostre scuole appartengono sono attenti alle necessità relative alla sicurezza degli edifici e alla loro manutenzione. La loro collaborazione economica è vincolata al bilancio di spesa, per cui non sempre possono soddisfare le esigenze della progettualità che vorremmo offrire ai nostri studenti.

 

La seconda e terza sezione sono quelle degli “esiti” e cioè i risultati scolastici degli studenti, e dei “processi” nella quale si intende mettere in luce le pratiche educative, didattiche, gestionali e organizzative agite dalla scuola.

Come Istituto abbiamo una bassa percentuale di studenti non ammessi alla classe successiva; non si perdono studenti, anzi, non si riesce a soddisfare tutte le richieste di iscrizione per mancanza di spazi. Nei limiti delle nostre possibilità vengono predisposte attività di recupero e modalità di studio personalizzati.

Nelle prove standardizzate nazionali i risultati sono abbastanza in linea con quelli della valutazione nazionale, sono state rilevate alcune criticità e diversità tra le diverse classi e le diverse prove.

Le competenze in chiave di cittadinanza denotano che la maggior parte degli studenti raggiunge una adeguata autonomia nell’organizzazione dello studio e matura un buon rapporto di collaborazione con i docenti. Rari e sporadici i casi di comportamenti problematici, per i quali si agisce con preciso e puntuale intervento.

Attiva e consolidata è la continuità; vi è comunicazione e collaborazione tra i docenti dei vari ordini di scuola attraverso l’attività delle Commissioni e specifiche riunioni di continuità.

 

In merito alle pratiche educative e didattiche si denota come il curricolo di Istituto venga elaborato da una precisa commissione formata da docenti di tutti gli ordini di scuola ed approvato dal Collegio Docenti Unitario.

Vengono elaborati obiettivi specifici per ogni disciplina, sono stabiliti criteri comuni per la valutazione e vengono proposte prove di verifica comuni. Va evidenziato, però, che la non omogeneità fra classi parallele, dovuta ai diversi tempi scuola, non consente sempre di stabilire obiettivi e prove di verifica simili nella totalità.

Tutte le classi usufruiscono a rotazione di opportunità per attività laboratoriali, come quelli informatici, artistico espressivi o teatrali.

Per quanto riguarda la dimensione relazionale, la scuola promuove le competenze trasversali attraverso la realizzazione di attività relazionali e sociali, anche tramite l’adesione ad iniziative di enti preposti come le ASL, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Carabinieri.

Le regole di comportamento sono definite da un Regolamento interno che viene consegnato e commentato con gli alunni nelle varie classi. Tutti gli studenti vengono guidati e stimolati alla partecipazione attiva e al rispetto reciproco.

La scuola realizza attività per l’inclusione degli alunni diversamente abili con l’aiuto dei docenti di sostegno e degli educatori. I consigli di classe redigono piani didattici personalizzati e si attuano metodologie analoghe anche per gli allievi con bisogni educativi speciali (BES) o con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA). Anche in questo caso la scarsità di mezzi, personale e spazi non consente sempre di attivare tutti i progetti ritenuti adeguati.

In merito alla continuità e orientamento la scuola realizza percorsi di orientamento per la conoscenza di sé e delle proprie abilità dal secondo anno della Secondaria di primo grado. Nel terzo anno gli alunni sono coinvolti da iniziative organizzate dalle scuole di ordine successivo.

La scuola non riesce a monitorare totalmente i risultati delle proprie azioni di orientamento per la grande quantità di offerte del territorio e per il fatto che non tutti gli istituti di secondo grado rispondono all’invio dei dati.

Le priorità e la progettualità dell’Istituto è definita chiaramente nel PTOF sulla base di alcuni valori fondanti come la solidarietà, l’inclusività, l’attenzione all’ambiente e alla legalità.

Il PTOF, elaborato dalla specifica Commissione, viene in seguito condiviso ed approvato dal Collegio Unitario e dal Consiglio d’Istituto, consegnato ad ogni docente e presentato a tutte le famiglie durante le riunioni di classe, nonché consegnato ai Comuni per la condivisione dei progetti presenti sul territorio.

La scuola divulga documenti ed iniziative attraverso il proprio Sito, ma la rete Wi-Fi attualmente in dotazione è insufficiente a supportare l’introduzione e l’utilizzo di strumenti come il registro elettronico.

 

La quarta e quinta sezione riguardano il “processo di autovalutazione” e “l’individuazione delle priorità” che sarebbero le intenzionalità della scuola per il futuro, scaturite dall’analisi compiuta.

Per quanto riguarda gli esiti degli studenti si prospetta un innalzamento dei risultati delle prove INVALSI e nelle prove standardizzate nazionali, al fine di superare la media nazionale per tutte le classi sia nell’area linguistica che matematica. Abbiamo notato che non sempre la valutazione delle prove INVALSI corrisponde al reale livello raggiunto dagli alunni, riteniamo che la criticità sia generata dalla diversa impostazione di lavoro, sulla quale dovremo lavorare.

In merito alle competenze chiave e di cittadinanza lavoreremo per guidare gli alunni alla consapevolezza di essere titolari di diritti ma anche di doveri.

Gli obiettivi sul curricolo, progettazione e valutazione mireranno a valorizzare maggiormente le competenze di ciascun alunno, siano esse scolastiche che extrascolastiche e ad intensificare l’organizzazione di gruppi di recupero ed approfondimento per fasce di livello.

Ci si propone anche di favorire ancor più la partecipazione delle famiglie agli incontri proposti dalla scuola.

 

Con la chiusura e la pubblicazione del RAV si apre la fase di formulazione e attuazione del piano di Miglioramento (PdM); tutte le scuole sono tenute a pianificare un percorso di miglioramento per il raggiungimento dei traguardi connessi alle priorità indicate nel Rapporto di Autovalutazione.